PRESENTAZIONE DEL PRESIDENTE MARTONE DELLA RELAZIONE ANNUALE
Il Presidente della Commissione di garanzia Antonio Martone ha presentato oggi, a Montecitorio nella Sala della Lupa, la Relazione sull’attività svolta dalla Commissione nel periodo 1° gennaio 2005 – 30 giugno 2006, alla presenza del Presidente della Repubblica. La Relazione ha dato conto dell’andamento della conflittualità e dei numerosi provvedimenti adottati dalla Commissione. Un primo elemento di valutazione si ricava dai dati statistici, dai quali risulta che, a fronte di 2621 proclamazioni di sciopero nei diversi settori dei servizi pubblici essenziali, la Commissione è intervenuta preventivamente per segnalarne l’irregolarità in un terzo dei casi, cui ha fatto generalmente seguito l’adeguamento delle organizzazioni sindacali proclamanti con la revoca, il differimento o la riformulazione della proclamazione nel rispetto della disciplina vigente. Nei casi in cui è stata, invece, rilevata la violazione delle regole, sono stati aperti 101 procedimenti di valutazioni, che si sono conclusi con l’applicazione di sanzioni in 48 casi, per un ammontare complessivo di circa 300.000 euro Dopo aver ricordato che il compito della Commissione non è quello di impedire le astensioni collettive, ma esclusivamente quello di garantire il contemperamento di un fondamentale diritto dei lavoratori con il godimento dei diritti della persona tutelati dalla Costituzione, per assicurarne “l’effettività nel loro contenuto essenziale”, il Presidente ha dedicato particolare attenzione al settore dei trasporti, caratterizzato da un diffuso stato di tensione che si collega, non solo alla generale situazione di “sofferenza” che attraversa il sistema di relazioni sindacali, ma anche alla tendenza verso processi di liberalizzazione e di privatizzazione. Analoghe considerazioni possono essere riferite alle proteste dei lavoratori autonomi della scorsa estate, in occasione delle quali la Commissione ha utilizzato tutti gli strumenti offerti dal legislatore, fino all’applicazione delle sanzioni, anche nella misura massima prevista dalla legge. Prendendo spunto da quanto accaduto negli ultimi mesi, anche in relazione alle vicende che hanno riguardato i lavoratori autonomi, il Presidente ha dedicato alcune considerazioni finali alle possibili modifiche e integrazioni della legge vigente. In questa prospettiva, la disciplina dovrebbe essere resa, sotto certi aspetti, più rigorosa; ad esempio, per quanto riguarda le sanzioni a carico dei lavoratori autonomi (attualmente applicabili solo a carico degli organismi rappresentativi e non anche dei singoli, come invece previsto per i lavoratori subordinati), la regolamentazione della revoca (strettamente collegata al c.d. effetto annuncio) e l’ampliamento dell’ambito di applicazione (che dovrebbe includere espressamente le attività strumentali al servizio essenziale e le sospensioni di attività più simili alla serrata che allo sciopero). Sotto altri aspetti, invece, dovrebbero essere rimosse alcune rigidità non giustificate da effettive esigenze di tutela dei diritti degli utenti, come nel caso della regola sugli intervalli tra scioperi quando se ne possa escludere un effettivo impatto sul servizio. Il Presidente, infine, nella prospettiva di attenuare o eliminare l’incidenza degli scioperi sui diritti costituzionali dei cittadini, ha auspicato la sperimentazione, eventualmente in sede di accordo tra le parti, di istituti quali il referendum preventivo, lo sciopero virtuale e, in alcuni settori, la comunicazione preventiva dell’adesione da parte dei singoli.Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@commissionegaranziasciopero.it
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