newsletter 03-2005 Numero 1/2 2007
Sommario
EDITORIALE
DOSSIER
CONTRIBUTI
ATTIVITA' NEL PERIODO
MASSIMARIO
LIBRO

PERCHÉ UNA NEWSLETTER DELLA COMMISSIONE DI GARANZIA

Sono trascorsi undici anni dall’approvazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali (L. n. 146/1990), e un anno da una sua parziale ma importante riforma (L. n. 83/2000).
Queste leggi presuppongono che nel campo dei pubblici servizi lo sciopero non sia destinato tanto a danneggiare la controparte, quanto a scaricarsi su terzi, gli utenti, privi di strumenti di reazione, almeno dove manchino condizioni di effettiva concorrenza. E si propongono perciò di assicurare un contemperamento fra diritti costituzionalmente garantiti - il diritto di sciopero dei lavoratori, i diritti degli utenti - istituendo allo scopo una Autorità indipendente al potere politico e dalle parti sociali, dotata di funzioni regolative, e quindi di poteri iscrezionali, che la successiva riforma ha inteso affinare alla luce dell’esperienza intercorsa.
Senza pretesa di tracciare un pur minimo bilancio dell’attività della Commissione di garanzia, si può dire che alcuni risultati sono sicuramente incoraggianti, come dimostrano i dati iportati di seguito relativamente agli effetti degli interventi preventivi. Peraltro, in parecchi settori,
mancano tuttora quegli accordi tra le parti (o, diversamente, le "regolamentazioni
provvisorie" della Commissione) previsti dalla legge del 2000, su cui, nei prossimi mesi, si potranno misurare gli effettivi equilibri fra autonomia ed eteronomia. La Commissione di garanzia è chiamata a fare la sua parte, e la farà.
Sappiamo tutti che il contemperamento fra i diritti in questione è reso molto più difficile da questioni che non spetta alla Commissione affrontare, come la forte frammentazione delle rappresentanze sindacali, specie nei trasporti; nello stesso tempo, le situazioni monopolistiche, ancora presenti in un certo numero di pubblici servizi, incidono esantemente sugli utenti che siano costretti a farvi ricorso.
Dall’altra parte, sono del pari innegabili il crescente disagio degli utenti per talune forme di sciopero, e la conseguente domanda di regolazione, che evidentemente prescindono dai problemi oggettivi e dai vincoli giuridici cui la Commissione è tenuta a conformarsi. Ed è altresì inevitabile che i mezzi di comunicazione concentrino la loro attenzione sul disagio degli utenti anziché sugli scioperi revocati o opportunamente diluiti grazie agli interventi preventivi,
o su altri risultati positivi conseguiti in attuazione della legge vigente.
Su questo sfondo, si spiega l’esigenza della Commissione di avere una propria voce. Al momento, essa dispone di strumenti istituzionali di comunicazione con l’esterno, i quali consistono nell’invio delle proprie delibere ai Presidenti delle Camere, che è obbligo sancito per legge, e nelle audizioni con le parti sociali, che costituiscono una base indispensabile per deliberare consapevolmente e a cui la Commissione ricorre di fatto con notevole frequenza.
L’iniziativa di un periodico sufficientemente agile, come può essere una newsletter, si propone chiaramente scopi ulteriori. Dar conto ai naturali interlocutori della Commissione - le parti sociali, le associazioni degli utenti, gli studiosi della materia - dei risultati principali della sua attività e dei problemi aperti. Nello stesso tempo, aprendo la pubblicazione ai contributi di costoro, si potranno confrontare in modo continuativo i punti di vista relativi
agli effetti sociali e ai risvolti giuridici delle decisioni della Commissione, ed ogni altra questione concernente la regolazione dello sciopero nei servizi pubblici essenziali. Un circuito comunicativo che sia utile a tutti.

di Gino Giugni